Immaginando Elsa

Di Ugo Leone

Ho sognato una corsa e tante capriole come le faccio con la mia nipotina: braccia a terra e gambe in aria. Ma nel sogno con me non c’era lei; c’era Elsa come la chiamano i giornali con un nome di fantasia.

Invece un nome ce l’ha e forse un giorno, che spero vicinissimo, ce lo dirà lei.

I giornali non ce la fanno nemmeno vedere in viso. È questa la prassi per i bambini al di sotto di una certa età. Elsa ce l’ha un’età, è nata nove anni fa, ma è come se di anni ne avesse tanti, tanti di meno.

Non perché la natura non le ha fornito tutto l’occorrente per vivere come tanti bambini della sua età, ma perché una coppia di disgraziati (nel senso di fetenti) genitori glielo ha tolto.

Perché Elsa ha sempre dormito per terra, sul pavimento, senza mai avere un letto, tanto che la spina dorsale le si è deformata. E quando è stata tolta ai genitori, aveva braccia e gamba piene di fratture, forse a causa delle violenze subite 

Elsa non ha mai imparato a masticare e non ha fatto nessun pasto in famiglia: siè nutrita solo con i biscotti, il latte e qualche avanzo che le portavano, di nascosto, i suoi fratellini. Elsa, dopo la segnalazione di un vicino, è stata salvata dagli assistenti sociali che l’hanno portata all’ospedale per bambini, Santobono di Napoli, con gambe e braccia spezzate.

 I suoi genitori sono finiti in galera e i fratellini affidati a una casa famiglia, ma il resto della “società” che di questi problemi deve farsi carico, dov’era? Se quel “vicino” di casa non avesse denunciato la cosa, quanti anni sarebbero ancora passati?

Una volta registrata all’anagrafe la sua nascita, come ha fatto a scomparire senza che ASL, consultorio per le vaccinazioni e scuola si ponessero il problema?

Il problema di sapere questa bambina che fine aveva fatto!

E la fine l’abbiamo vista. E fortunatamente si è conclusa prima al Santobono e poi alla Casa di Matteo, sempre a Napoli, dove si accolgono bambini con gravi disabilità. E dove con altri si trova la cinesina chiamata Mulan, che nella Casa di Matteo è finita con la sindrome di Shaken, dopo essere stata scossa violentemente dai genitori per reazione al suo pianto, provocandole lesioni al cervello e danneggiando l’ancora fragile struttura ossea.

L’avventura di Elsa si è conclusa tra luglio e agosto di questo 2022. Poi non se ne è più parlato. Ma nel mio sogno ho continuato ad immaginare di far capriole insieme a lei.