Finché l’apartheid sociale resisterà nel tempo
così sarà per la pandemia

di Ndileka Mandela

Ndileka Mandela è una scrittrice e attivista, una delle femministe più note del Sudafrica. Le sue divulgazioni sugli stupri del passato hanno costituito un momento importante del movimento MeToo in Sudafrica. Nel 2014 ha creato la Fondazione Thembekile Mandela per occuparsi dell’educazione rurale, della salute, della gioventù e dello sviluppo delle donne in tutto il mondo.

Finché l’apartheid sociale resisterà nel tempo così sarà per la pandemia[1]

Gran parte del mondo ha ignorato la crisi dell’HIV/AIDS in Africa, almeno finché essa non è diventata impossibile da ignorare. Gran parte del mondo ha ignorato le periodiche epidemie di Ebola in Africa, almeno fino a quando le infezioni non hanno viaggiato verso il Nord Globale. E gran parte del mondo ha ignorato la diffusione del coronavirus in Africa e le iniquità dei vaccini che hanno ostacolato la nostra lotta contro la pandemia, almeno finché Omicron non ha reso entrambi impossibili da ignorare. 

Mio nonno, Nelson Mandela, mi ha indirizzato a dedicare la vita al nostro continente. Egli si è concentrato sull’apartheid politico, il cui apparato includeva le Pass Laws [2], lottando con successo per abbatterle. Eppure oggi gran parte del mondo sviluppato trascura o sminuisce l’Africa.

Quando il mondo è venuto a conoscenza della variante Omicron, la risposta delle nazioni ricche ha incluso la reintroduzione dei divieti di viaggio. E, sebbene non sorprendentemente, tutto ciò, come ha riportato il New York Times, si è mostrato comunque deludente. La risposta di presunti paesi illuminati ha rivelato che pochi avevano imparato la lezione più profonda della pandemia.


Nuovi pericoli

Il fallimento nel rendere i vaccini ampiamente disponibili al sud del mondo ha significato che mentre gran parte del nord ha cercato di tornare alla normalità negli ultimi mesi, il coronavirus ha continuato a circolare. Non solo esso infettava decine di milioni di persone, ma, per di più, si evolveva, sviluppando mutazioni che presentavano nuovi pericoli, come l’emergere di Omicron. E soprattutto nell’Africa sub-sahariana, ciò è stato esacerbato dagli effetti duraturi dell’epidemia di AIDS, che, come rileva l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha coinvolto enormi popolazioni immuno-compromesse. Inoltre, il continuo disinteresse per l’equità dei vaccini ha solo rafforzato la diffidenza che si è tradotto in un diffuso scetticismo sui vaccini, anche quando questi sono stati disponibili per gli africani.

E gli africani non sono disinformati. Essi capiscono che mentre il mondo sviluppato gode di un eccesso di offerta di vaccini e che un secondo richiamo è una possibilità disponibile, i loro paesi lottano con un accesso ineguale alle competenze mediche. Per non parlare dei deboli sforzi governativi e della scarsa disponibilità di vaccini.

Alla fine dell’anno, l’OMS ha annunciato che l’obiettivo di vaccinare il 40% degli africani non sarebbe stato raggiunto. Anche se a volte le aspirazioni non si realizzano, è scioccante quanto alcuni grandi paesi africani siano al di sotto dell’obiettivo. Infatti meno del 10% degli africani sono stati “pienamente vaccinati”, una percentuale pericolosamente bassa.

Mentre gli stati dell’Oceano Indiano, delle Seychelles e delle Mauritius hanno raggiunto tassi di vaccinazione del 70 per cento e il Marocco ha raggiunto il 62 per cento – valore paragonabile a quello degli Stati Uniti – nessun altro paese africano ha superato il 50 per cento (Tunisia, Botswana e Ruanda hanno superato l’obiettivo del 40 per cento). L’Eritrea non ha nemmeno iniziato un programma di vaccinazione.

Conseguenze economiche

Ci sono poi le conseguenze economiche della pandemia. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, nel 2030 otto persone su dieci, spinte sotto la soglia di povertà, vivranno nei paesi più poveri del mondo, molti in Africa. Nel frattempo, si presume, il Nord Globale si sarà ripreso da tempo. La disuguaglianza continuerà e potrebbe anche aumentare.

Le conseguenze culturali avrebbero dovuto essere altrettanto prevedibili. È innegabile che vi sia un grande grado di sfiducia vaccinale in Africa, anche in Sudafrica. Ma dobbiamo tener conto di uno sfondo che include le eredità del colonialismo, del neocolonialismo e dell’apartheid.

L’indifferenza del Nord Globale verso l’Africa rafforzerà la sfiducia nelle competenze mediche? Questo sarebbe un risultato orribile, anche perché chiunque pensasse che le conseguenze odierne di quelle lunghe epoche di maltrattamenti potessero essere limitate geograficamente, si sbagliava grossolanamente.

Un aiuto e un’assistenza sostenuti potrebbero ugualmente iniziare ad annullare questa eredità. E fortunatamente, il mondo non è del tutto immune alle lezioni della storia. Potenze emergenti nel sud del mondo stanno intervenendo per riempire il vuoto lasciato da un ordine dominante che si va sottraendo.

Disuguaglianza dei vaccini

In un’intervista ad Arab News, l’ambasciatore saudita alle Nazioni Unite ha sottolineato che “non saremo in grado di sconfiggere questa pandemia finché, e a meno che, non la sconfiggiamo ovunque”, aggiungendo che “non siamo al sicuro finché tutti non sono al sicuro”. L’Arabia Saudita ha impegnato 500 milioni di dollari per affrontare l’iniquità globale dei vaccini e sta promettendo “centinaia di milioni” in più. È inclusa una donazione di 150 milioni di dollari da parte del regno saudita a GAVI [3], l’Alleanza per i vaccini.

Allo stesso modo, la Cina ha fatto dell’iniquità dei vaccini uno dei punti principali della sua politica estera e degli aiuti. A novembre la Cina ha tenuto un’importante conferenza, il Forum Cina-Africa, durante la quale il governo ha promesso un miliardo di vaccini per l’Africa. (Sottraendo il 9 per cento dell’Africa che è completamente vaccinato, rimangono circa 1,1 miliardi di persone da vaccinare: la Cina potrebbe aiutarci a raggiungerli quasi tutti).

Questo spirito saudita e cinese contribuisce ad un approccio più intelligente, prudente e di successo per combattere la pandemia. Dopo tutto il mondo ha provato approcci unilaterali. Come dimostra dolorosamente Omicron, questi sono nel migliore dei casi delle mezze misure, destinate alla fine al fallimento. L’approccio giusto è quello collaborativo e internazionale.

L’ONU alla fine si è fatta avanti per coordinare il crollo dell’esplosione dell’AIDS. Speriamo che possa assumere di nuovo quel ruolo. Perché nessuna regione del mondo può risolvere questa crisi senza la partecipazione di tutte le altre.

Mentre la ricerca recente suggerisce che Omicron è meno pericoloso delle varianti precedenti, esso è più contagioso, provoca “breakthrough infections”[4], molti ricoveri e perfino morti – specialmente se si considera quante persone devono ancora essere vaccinate o convinte della necessità di esserlo. Il mondo intero deve affrontare la possibilità di ulteriori chiusure prolungate, divieti e grandi costrizioni.

Abbracciare l’altro

Abbracciando l’altro – anche l’altro che ha fatto del male a lui e al suo popolo – mio nonno ha aperto la porta a un nuovo Sudafrica. Noi sudafricani siamo sempre disposti a collaborare con chi ha buone intenzioni, per trovare soluzioni efficaci e a lungo termine che mantengano tutte le persone, ovunque esse siano, più sicure e più sane. Omicron non era così pericoloso come temevamo, ma lo erano le dinamiche sottostanti che hanno permesso la sua propagazione

Non abbiamo alcuna garanzia che saremo così fortunati la prossima volta. Possiamo essere sicuri, però, di questo passo, che ci sarà una prossima volta.


[1]  

[2] Nota del traduttore (Ndt):  Le Pass Laws erano leggi introdotte in Sud Africa nel 1923 per prevenire la libertà di movimento della gente di colore e per controllare dove essa vivesse,  lavorasse o viaggiasse nel paese.

[3] Ndt: La GAVI Alliance è un ente di cooperazione mondiale tra soggetti pubblici e privati, che dichiara lo scopo di assicurare “l’immunizzazione per tutti”. La sua missione strategica è salvare la vita dei bambini e proteggere la salute generale aumentando l’accesso all’immunizzazione nei paesi poveri. Gavi Alliance raccoglie governi, istituzioni, donatori privati e fondazioni, tra cui la Fondazione Bill & Melinda Gates.

[4] NdT: Il termine inglese viene utilizzato universalmente ed è inutile tentarne una traduzione.  Le “breakthrough infections” sono le infezioni, generalmente molto rare, che colpiscono le persone vaccinate. Sono i casi in cui il virus “buca” il vaccino.