Tutti giù per terra

di Ugo Leone

La sera dell’8 novembre tutte le 213 persone rimaste a bordo della Geo Barents attraccata nel porto di Catania, dopo uno sbarco parziale, selettivo e inumano, hanno finalmente avuto l’autorizzazione a scendere. Alcuni hanno commentato la notizia come un “Tutti giù per terra”. Ed è stato proprio così. Allora ho immaginato di prendere per mano i bambini di quella nave e tutti insieme cantare: Giro giro tondo, gira il mondo, / gira la terra/ tutti giù per terra! Giro giro tondo/ il mare è fondo, / tonda è la terra, / tutti giù per terra!  Giro giro tondo, /l’angelo è biondo, /biondo è il grano, /tutti ci sediamo! Giro giro tondo, /ora ti circondo/come una ciambella, /tutti giù per terra! Giro giro tondo, /casca il mondo, /casca la terra, tutti giù per terra!

Poi ho pensato a quel mare che è fondo e in fondo al quale tanti sono rimasti senza tornare mai più in superficie, e addio girotondo. Quando è stata data la notizia dello sbarco di tutti quanti ancora restavano sulla nave, uno dei sopravvissuti ha urlato di gioia “My life is back” (“Ho di nuovo la mia vita”). Perché finalmente avrebbe potuto chiamare la madre e darle sue notizie. Finalmente una parte della famiglia rimasta lontana avrebbe potuto avere notizie dell’altra. Finalmente?

Ma non esiste anche l’appena costituito “Ministero per la famiglia, la natalità e le pari opportunità”?  E deve essere “prima gli italiani “o solo gli italiani? La decisione di autorizzare lo sbarco è arrivata in seguito alla valutazione delle autorità sanitarie che hanno dato quella che la Presidente del Consiglio ha definito una “bizzarra” interpretazione dello stato di salute dei profughi rimasti in attesa. Che bizzarria… La filastrocca che ho immaginato di cantare con i bambini ha varie versioni. Una di questa finisce così:

la luna è troppo bella/c’è dentro mia sorella, che fa i biscottini/per darli ai bambini. Ma i bambini stanno male:/vanno tutti all’ospedale. L’Ospedale sta lassù, /dagli un calcio e buttalo giù.